Le avventure di Bustina
Siamo tornati da quasi due settimane ed è ora di fare un po’ il punto della situazione. Il viaggio di ritorno è andato benissimo, persino più noioso del previsto. Bustina ha dormito un paio d’ore (su venti) ed ha passato il resto del tempo a strappare pezzettini di carta, la sua nuova passione: prende un foglio, lo strappa in tante strisce, divide le strisce in pezzi più piccoli, poi dà tutto al papà, un pezzo di carta alla volta, poi se lo riprende, un pezzo alla volta, poi lo dà alla mamma, un pezzo alla volta, poi se lo riprende, un pezzo alla volta, poi lo getta a terra, un pezzo alla volta, poi lo raccoglie, un pezzo alla volta, poi lo dà al papà… pare incredibile ma il tempo vola! In un attimo siamo arrivati a Francoforte, abbiamo convinto una gentile guardia teutonica che avevamo tutte le carte in regola per sbarcare in questo continente ormai in decadenza e da lì siamo giunti a Venezia. Bustina si è messa a piangere solo quando l’abbiamo legata al seggiolino dell’auto, perché è uno spirito anarchico e non ama le costrizioni, ma eravamo tutti così stanchi che io e Bruna non piangevamo solo per mantenere una facciata di serietà di fronte alla bimba.
Al nostro arrivo a casa, la grande sorpresa di trovare tutto decorato con fiocchi e palloncini da parenti e amici intrufolatisi durante la nostra assenza. Subito dopo si è verificato l’incontro, ancora più sorprendente, con la gatta Nunzinù: Bustina, colei che non aveva tremato venendo affidata per la vita a due stranieri sconosciuti, colei che aveva affrontato impavida la navigazione sui laghi dei parchi cinesi ed aveva additato ridendo le spaventose statue dell’inferno taoista, trovandosi di fronte inaspettatamente una creaturina pelosa grande la metà di lei che la guardava perplessa, si è messa ad urlare ed è corsa a nascondersi dietro il mucchio delle valigie. Nei giorni successivi il rapporto è leggermente migliorato, ora Bustina non scappa più e tenta qualche occasionale avvicinamento, persino delle fuggevoli carezze, ma sempre quando si sente al sicuro vicino a baba o mama e non senza l’accompagnamento di qualche strillo d’aquila. Nunzinù, invece, resta perplessa.
Nei primi giorni la piccola imperatrice ha ricevuto numerose visite da parte dei parenti tutti, mentre quasi tutti gli amici scalpitano ancora in fila con il numerino in mano. Ogni visitatore porta dei doni per la piccolina, tanto che sono già uscito due volte a controllare che non ci fosse una stella cometa parcheggiata sopra il tetto. Io cerco di spiegare che non è né natale né il suo compleanno e trovo diseducativo riempirla di regali in questo modo, ma nessuno mi ascolta. Allora faccio presente che la Bustina non ha fatto niente per meritarseli, mentre il papuccio e la mama sono andati fino in Cina a prenderla, quindi casomai i regali potrebbero farli a noi… ma niente. In ogni caso, Bustina ha detto che vi è molto grata e se proprio volete regalarle qualcosa a lei piace molto il whisky. Lagavulin, per la precisione. Giusto in caso.
In realtà Bustina non dice ancora niente, il suo linguaggio è quasi completamente non verbale. Ha risolto il dilemma su chi chiamare “Baba” e “Mama” a modo suo: ora chiama “Baba” sia me che Bruna quando parla a bassa voce, mentre chiama tutti e due “Mama” quando deve attirare la nostra attenzione. Ci sarà una logica, va a sapere. Poi dice “pappe”, anzi “PAPPEEEE!!!!” con voce gutturale ogni volta che le mettiamo il bavaglino, dice “scotta” quando la pappa è troppo calda, “nanne” quando la mettiamo a letto e “scarpe” quando è il momento di uscire. Non dimentichiamo la sua parola preferita, “biscotto”, che lei però abbrevia in “c-t”. I cinesi son gente pratica. Si fa comunque capire benissimo, indicando e afferrando e urlando e strepitando. Ora ha anche imparato a dare i bacini, con grande gioia di babas and mamas assortiti.
Durante il giorno le abbiamo già tolto il pannolino, è molto brava e chiama quasi sempre quando deve fare la pipì o altro, anche se dice indifferentemente “cacca” o “gniaogniao” per qualsiasi cosa. Ogni tanto si distrae e avverte troppo tardi, quindi c’è qualche mutanda da lavare al volo, ma in genere non è niente di grave. In genere. Oggi, per esempio, mentre giocava si è dimenticata di avvertire ed ha rilasciato a sorpresa una dichiarazione spontanea di quelle pesanti, siamo corsi in bagno per cercare di limitare il danno ma ci siamo fatti tutti cogliere un po’ dal panico, si è incastrata una scarpa mentre le sfilavo le mutande e… vi risparmio i dettagli, vi basti sapere che pareva di trovarsi di fronte ad un’installazione di arte contemporanea, ma con maggiore spirito di improvvisazione e spontaneità.
A parte questi incidenti occasionali, Bustina si comporta comunque molto bene. Dorme bene e mangia quasi di tutto piuttosto serenamente, compresa la pasta al pesto: con oggi siamo a papuccio 2, carrefour 0. Ha già mangiato anche la crema di funghi, la pizza fatta in casa ed il branzino, sempre con la medesima voracità. L’altro giorno dopo aver mangiato la pesca ha persino fatto la scarpetta per raccogliere il succo! Le stiamo togliendo il vizio di sputare gli avanzi grazie ad un’innovativa tecnica pedagogica, che potremmo definire “ottico-coercitiva”: Bruna la sgrida e la guarda torva, molto torva, ma così torva che non solo Bustina apre immediatamente la bocca e riprende a mangiare ma già un paio di terroristi dell’isis hanno interrotto il ramadan. La CIA l’ha contattata per sapere se può addestrare i suoi operativi. Chiaramente se ci provo io Bustina si mette a ridere, fa le facce e tiene la bocca chiusissima, Bruna dice che “sono poco credibile”. Mah. La CIA mi ha risposto “le faremo sapere”.
In questi giorni ci siamo dedicati, oltre a ricevere le visite dei re magi, a qualche sporadica passeggiata al parco e ad alcune noiose ma necessarie pratiche burocratiche: codice fiscale, libretto sanitario, pediatra, ecc. Domani ci ritiriamo per qualche giorno al mare, siamo molto curiosi di far scoprire a Bustina la spiaggia e di fare qualche bagnetto insieme, anche perché ci manca la gigantesca vasca da bagno dello Stracatzibus. Se la piccola comincia a camminare sulle acque vi avviso.