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Autore: cambaluq

Affinità e divergenze tra la compagna Budapest e noi [4]

Affinità e divergenze tra la compagna Budapest e noi [4]

4. I prezzi La seconda domanda che tutti pongono al viaggiatore appena tornato da Budapest è: Come sono i prezzi? La risposta a questa domanda è: non bassi quanto vi aspettereste. Dimenticatevi quel vostro sogno colonialista in cui la birra costa dieci centesimi al barile e le donnine ungheresi si gettano ai vostri piedi in cambio di una confezione di calze di nylon. Dimenticatevi quel film con Ezio Greggio e Jeyy Calà, anzi, dimenticateli tutti; tenete pur presente che Budapest…

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Affinità e divergenze tra la compagna Budapest e noi [3]

Affinità e divergenze tra la compagna Budapest e noi [3]

3. Il traffico Tra Zagabria ed il confine ungherese si stende una steppa desolante, attraversata da un’autostrada a tre corsie in perfetto stato di efficienza, come in Italia se ne trovano poche. Ogni quarto d’ora io e Bruna superavamo o venivamo superati da un’auto, un camion, una cornacchia, e ci chiedevamo perché mai qualcuno abbia pensato di costruire un’autostrada proprio lì, in mezzo al nulla. Anche l’Ungheria, un pezzetto alla volta, si sta ricoprendo di una fitta rete autostradale, ma…

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Affinità e divergenze tra la compagna Budapest e noi [2]

Affinità e divergenze tra la compagna Budapest e noi [2]

2. Gli indigeni Contrariamente alla tradizione popolare tramandataci da precedenti viaggiatori, bisogna innanzi tutto sottolineare come gli ungheresi non siano affatto [voce cavernosa ON] GROSSI [voce cavernosa OFF]. Mi spiego: ci sono ungheresi sovrappeso, ungheresi grassi, ungheresi di corporatura considerevole ed ungheresi enormi, ma dopo una superficiale visita della capitale non mi sento assolutamente di poter affermare che gli ungheresi, intesi come popolazione di sesso maschile dell’Ungheria, siano in generale [voce cavernosa ON] GROSSI [voce cavernosa OFF]. Alcuni ungheresi erano…

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Affinità e divergenze tra la compagna Budapest e noi [1]

Affinità e divergenze tra la compagna Budapest e noi [1]

1. Il Danubio Com’è ben noto, Budapest è nota anche come “la Perla del Danubio” o “la Regina del Danubio”, per distinguerla da Parigi che è famosa come “la Stella della Senna”*. Il Tristo Borgo Natio, al contrario, è noto anche come “il Sasso Comune del Leogra” ma più spesso come “l’Orinal de Dio” a causa delle piogge frequenti. Il Danubio è un fiume maestoso che tocca tutte le principali capitali dell’Europa centrale: Vienna, Bratislava, Budapest, Belgrado. Quando passa per…

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Casa dolce casa

Casa dolce casa

Andare in vacanza in Istria significa andare in vacanza nell’unico posto al mondo (che io sappia e mi interessi sapere) dove la lingua straniera più parlata è l’italiano. Questo vuol dire che non ho avuto occasione né di tenere in esercizio il mio tisico inglese, né di rispolverare quelle dieci parole di serbocroato che ricordo dal mio precedente viaggio in Balcanolandia, a parte hvala,molim, pivo e ronhill. Questo vuol dire anche che il posto è pieno di italiani, soprattutto odiosi…

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Cambaluq

Cambaluq

Sono seduto su una panchina del lungomare di Jesolo. Guardo il paese reale scorrere dinanzi a me in fouseaux neri, nike argentate, chiappe troppo molli che traboccano da pantaloni troppo stretti, occhiali da sole progettati alla NASA e microtelefonini, guardo la famiglia tipo in vacanza tipo addestrare il bambino tipo ad odiare odiato i genitori tipo crescendo ansioso, paranoico, protetto e sicuro come un omogeneizzato COOP e penso Il pianeta Terra ha una circonferenza di 40.000 chilometri. Siamo così abituati…

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Niente da vedere [7]

Niente da vedere [7]

Eccomi arrivato all’ultimo capitolo del memoriale, l’inevitabile narrazione del ritorno a casa. Ci sono viaggi che presuppongono comunque un ritorno, ed il nostro apparteneva a questa categoria; nessuno di noi, però, sembrava troppo entusiasta dell’idea, abbiamo visto molte cose ma decisamente troppo poche, in troppo poco tempo. Chissà cosa ce ne faremo, di questa nostra (prima) esperienza balcanica. Day 7: Home is what you call home. All’alba il sonno si interrompe di nuovo in modo brusco. Questa volta non è…

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Niente da vedere [6]

Niente da vedere [6]

Ancora non capisco perché alcuni caratteri di testo serbi mi vengano perfettamente riconosciuti, mentre altri facciano le bizze… mentre cerco di risolvere il problema, vi prego di sorridere se ogni tanto devo scrivere sbagliato riportando grosso modo la pronuncia. Portate pazienza ed accontentavi di questo penultimo capitolo del mio diario di viaggio a posteriori. Consolatevi con l’immagine di Nello che beve una birra. Day 6: Pace sospesa Il canto dei muezzin è simpatico, quando non ti sveglia alle cinque e…

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Niente da vedere [5]

Niente da vedere [5]

Day5: Turisti tra le macerie Sbarcati a Mostar verso le otto del mattino, siamo troppo storditi per cercare un albero economico e chiediamo informazioni alla stazione dell’autobus. Ci indicano due alberghi, attraversiamo il Carinski Most e ci troviamo tra gli edifici distrutti, le case rase al suolo. Affianchiamo una prigione, ci chiediamo chi siano riusciti a rinchiuderci. Le case ricostruite sono tutte accompagnate da un cartello che illustra, in molte lingue, di che nazionalità siano le imprese ed i fondi che…

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Niente da vedere [4]

Niente da vedere [4]

Day 4: La tomba di Tito e quella della civiltà Ultimo giorno a Belgrado. Consapevoli di essere riusciti a vedere ben poco, a cosa dedicare le ultime preziose ore prima della partenza? Tanto era cresciuta la curiosità attorno al mistero della tomba di Tito, che una volta scoperto dove si trovava abbiamo deciso di raggiungerla. Un ultimo passaggio al Plato a prendere un cd e poi saltiamo sul tram 41, in direzione della Casa dei Fiori; o meglio, in direzione…

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